Scopri le nostre storie

Scopri le nostre storie,  perchè ci chiamiamo “I colori dell’adozione“.

Siamo Vanessa e Gabriele e la nostra storia di genitori è iniziata, grazie all’adozione internazionale, con un meraviglioso bambino di origine cinese.

Ci sono molti colori per descrivere la nostra esperienza di genitorialità adottiva la maggior parte di questi allegri e luminosi, ma abbiamo deciso di presentarci con il colore GRIGIO che simboleggia un particolare momento del nostro vissuto di genitori.

Grigio come un cielo pieno di nuvole, alcune di queste cariche di pioggia a simboleggiare le lacrime versate. Grigio come la tristezza nel dover affrontare un rifiuto e nel nostro caso il rifiuto della mamma. Il nostro percorso di avvicinamento e creazione di un legame tra madre e figlio è stato un cammino lungo, tortuoso e difficile, ma un passaggio fondamentale e importante. Spesso le difficoltà e il superamento di queste, ti permettono di affrontare la realtà con occhi diversi ed è quello che noi facciamo oggi. Nel nostro presente quelle nuvole grigie non ci sono più, soprattutto sono sparite quelle cariche di pioggia; il nostro cielo oggi è sereno e gli unici colori che risplendono sono l’AZZURRO e il GIALLO.


Siamo Sara e Denis e grazie all’adozione nazionale siamo diventati genitori di una bellissima bambina.

Pensando alla nostra storia adottiva, tre sono i colori che ci vengono in mente: il ROSSO, il NERO e il VIOLA.

Rosso come l’intensità dell’amore che proviamo per nostra figlia! Amore che è cresciuto sempre di più man mano che lei ci è completamente entrata “dentro” il cuore, quasi come una nascita al contrario.

Nero come la paura, perché, nonostante un tempo di “attesa” durato due anni e mezzo, alla fine siamo diventati genitori da un giorno all’altro, e la consapevolezza di questa responsabilità enorme, soprattutto all’inizio della nostra storia a tre, ci ha riempito di dubbi e timori, che solo il tempo ha riportato nella giusta dimensione.

Viola come il mistero, perché diventare genitore è sempre fare un salto nel buio, ma diventare genitore di un figlio non generato da noi è stata, nonostante il desiderio e la scelta consapevole, una prova di fiducia nella Vita, che ci ha risposto con il dono più bello che potessimo immaginare!

 


Siamo Rina e Fabio, genitori di un bambino arrivato grazie all’adozione internazionale in Cina.

Abbiamo deciso di raccontare il primo incontro visto dagli occhi della mamma e di rappresentarlo con il colore GIALLO.

Giallo come il sole che ha riscaldato i nostri cuori la prima volta che l’abbiamo visto e preso in braccio; come la luce che ha cacciato via il nero della paura di non essere accettati, di non essere all’altezza, di non essere sufficientemente pronti ad essere genitori. Giallo come la gioia che ci ha fatto esplodere nel cuore quando ci ha chiamati Mamma e Papà.

 


Siamo Sabrina e Nicolò genitori di un bambino arrivato grazie all’adozione nazionale.

Il colore che rappresenta la nostra storia è l’ARANCIONE, come il sole caldo di un mezzogiorno estivo che illumina di colpo una stanza rimasta chiusa per troppo tempo.

Nostro figlio è entrato nella nostra vita con la potenza ed il frastuono di un uragano; esuberante e chiassoso ha sfacciatamente riempito del suo calore ogni singolo spazio vuoto e le sue richieste di attenzione hanno piacevolmente scacciato ogni altro pensiero lontano dalla essere finalmente padre e madre. Per la nostra famiglia era l’Alba di un nuovo giorno.

 


Siamo Cristina e Paolo, genitori di un bambino arrivato grazie all’adozione internazionale. Abbiamo scelto il ROSSO come colore che andasse a rappresentare il nostro percorso adottivo.

Rosso come l’amore che ci ha spinto a percorrere un cammino, spesso difficile ma che ci ha portato ad una gioia inimmaginabile.

Rosso come un legame di sangue che magari biologicamente non c’è ma che esiste forte fortissimo dentro di noi e che ci ha legati immediatamente a nostro figlio prima ancora di averlo tra le braccia.

Rosso come l’amore che nostro figlio legge e leggerà per sempre nei nostri occhi ogni volta che si posano su di lui o anche solo quando il pensiero di lui attraversa la nostra mente.

Rosso come qualcosa di caldo proprio come l’abbraccio di quelle piccole e tenere braccia che si affidano a noi con fiducia.


Siamo Jolanda e Alessandro, genitori adottivi di una bellissima figlia, che ci ha letteralmente cambiato la vita.

Siamo diventati genitori grazie all’adozione nazionale.

Il colore che rappresenta un momento speciale della nostra vita come genitori adottivi è il BLU.

Blu come la tutina che ha indossato il giorno in cui l’abbiamo incontrata; blu come il colore del cielo notturno quando tornammo a casa in tre, stanchi, ma felicissimi, perché, finalmente, eravamo famiglia; blu come le paure dei primi giorni, come genitori inesperti, di non capire bene le necessità di un esserino così piccolo, che aveva solo il vagito per comunicare con noi.

Ma, a piccoli passi, grazie all’aiuto di amici e famigliari e, più tardi, ai vari corsi di post-adozione che abbiamo frequentato, e, soprattutto ad altri genitori adottivi che facevano il nostro stesso viaggio (che abbiamo potuto conoscere, e con cui abbiamo creato un bellissimo legame), siamo riusciti a capire e conoscere meglio nostra figlia.


Siamo Romina e Stefano, genitori grazie all’adozione nazionale.

Abbiamo conosciuto nostro figlio in ospedale quando aveva un mese. E’ stato un abbinamento inaspettato, nel nostro percorso di adozione avevamo fin da subito messo da parte l’idea di un bambino molto piccolo perché avevamo recepito che le possibilità erano quasi nulle. Così la nostra preparazione e l’immagine che avevamo ideato era di un bimbo in età prescolare nato nella repubblica dominicana.

Poi è arrivata una telefonata, un colloquio con i giudici che, dopo circa sei giorni, ci hanno informato che saremmo dovuti andare a prendere nostro figlio la mattina successiva.

Finalmente eravamo diventati genitori, non c’erano più attese e non potevamo chiedere di più.

Era in una carrozzina, aveva due occhini piccoli aperti e uno sguardo spaesato con le manine unite vicino al viso.

Il colore che rappresenta il nostro primo incontro è il ROSSO. Rosso per l’imbarazzo provato per non esserci innamorati subito di lui e per aver razionalmente pensato che era diverso da noi. Rosso perché ci siamo sentiti inadeguati e con il pensiero rivolto ad un’immagine diversa di bambino.

Oggi il colore preferito di nostro figlio è il GIALLO. Giallo come il sole e come la luce che ha portato e che continua a portare nella nostra vita.

 


Siamo Simona e Massimo e da due anni la nostra vita si è colorata grazie al nostro bambino che ha dato un senso alle nostre emozioni.

Se dovessimo scegliere un colore saremmo una famiglia VERDE perché è il colore della speranza e della positività che serve per accettare  il Rischio Giuridico, vivere la quotidianità serenamente imparando a superare gli ostacoli che ci si presentano sulla via.
Ricordiamo un caldissimo pomeriggio di agosto solo poche ore ci separavano fisicamente da lui e in testa i fuochi artificiali scoppiavano fragorosamente e il cuore era in tumulto.  Noi ci guardavamo e riuscivamo solo a discutere di banalità perché dovevamo riversare tutta la tensione per il primo incontro: la paura , l’ansia ,la gioia.  Poi lo abbiamo finalmente visto, stretto a noi e tutto ha avuto un senso. Genitori , Figlio, Famiglia